Facebook Ads, i motivi di una strategia sul social per eccellenza

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La rivoluzione tecnologica è nel pieno del suo fervore, e sta cambiando drasticamente il modo di intendere il marketing. Facebook è diventato uno strumento per valorizzare un business. L’idea di Zuckerberg consiste nel trasformare il social network, luogo deputato inizialmente all’intrattenimento e alla condivisione di ricordi ed emozioni nel più grande mercato, valorizzando l’opportunità di raggiungere dati che solitamente gli utenti non rilasciano così facilmente. Con Facebook Ads, qualsiasi attività commerciale potrà espandere il proprio pubblico con un inbound che si mantiene al passo con i tempi. I brand che riescono a sfruttare il “vento dei like” potrebbero mantenere un certo vantaggio commerciale nei prossimi anni.

I vantaggi di una strategia che includa i social

I vantaggi sono principalmente legati ai numeri e al network che Facebook può vantare. Sul noto social network si collegano quotidianamente 1,2 miliardi di utenti, da desktop e da dispositivi mobili. Bacino interessante anche per Instagram, che vanta 600 milione di utenti attivi, di cui oltre il 50% segue almeno un brand. Completano il “Mondo Facebook” anche Messenger, i cui utenti superano quota un miliardo, e Whatsapp, applicazione che ha di fatto soppiantato i classici sms.

I dati e la mole di utenti attivi sono però soltanto la punta dell’iceberg Facebook. Ad affascinare i brand è soprattutto il tempo che gli utenti trascorrono su questa rete “sociale”: lo stesso Zuckerberg, a maggio del 2016 ha annunciato che nel mondo ogni utente spende quotidianamente 50 minuti sulle applicazioni targate Facebook con l’esclusione di Whatsapp, mantenendo medie decisamente più alte delle altre piattaforme digitali e paragonabile al tempo che ogni individuo impiega per nutrirsi e dissetarsi. B2B e B2C, che inizialmente hanno sottovalutato queste motivazioni, ora beneficiano di quanto le tecnologie hanno da offrire.

Facebook, un trampolino di lancio

Google evidenzia che tutto si è spostato verso il mobile marketing: gli utenti premiano la connettività smart e portatile sia per i contenuti che per gli acquisti. Ed è attraverso i dispositivi mobili che passano anche Facebook, Instagram e Messenger.

Una fruibilità decisamente migliore, abbinata alla facilità di compilazione dei form e all’ottimizzazione del contenuto delle campagne sono le caratteristiche che trasformano Facebook in un autentico trampolino di lancio. Diminuisce infatti la distanza tra l’utente, il brand e il prodotto, e crescono di conseguenza le probabilità che il traffico qualificato si trasformi in utenze che effettuano acquisti.

Facebook fornisce una targetizzazione precisa e potente, in grado di produrre audience molto vicina alla linea commerciale del brand, mantenendo costi più bassi rispetto ad altre soluzioni di digital marketing. Inoltre la targetizzazione lookalike consente di raggiungere utenti con comportamento digitale simile a quello di coloro che hanno interagito con il sito o fanno parte del CRM di un brand. Se poi il brand si propone come un B2B o fa parte dei cosiddetti software as a service – ossia quelle realtà che si propongono ad un segmento del mercato aziendale con prodotti digitali -, può puntare ai Lead Ads o al Canvas: si tratta di annunci creativi e interattivi (i cosiddetti rich media), che descrivono meglio il prodotto anche attraverso formati video con l’obiettivo di stimolare l’utente ad entrare in contatto con il brand.

In un mondo digitale sempre più orientato alle immagini, la “Call to Action” degli annunci Instagram propone ai brand appartenenti ai diversi settori merceologici soluzioni interessanti. Tutti gli strumenti a disposizione con il “pianeta Facebook” consentono anche una forte misurazione e l’ottimizzazione delle campagne.

Nei prossimi mesi, Facebook potrebbe lanciare altre soluzioni interessanti per il business, dagli annunci video fino agli annunci tramite messaggistica istantanea, con uno sguardo attento sarà riservato alla realtà virtuale e all’automazione della gestione delle campagne e del processo di bidding come già accade con il progrmamatic.

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Posted by Enrico Gorgoglione

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