L’anno che verrà: un 2017 all’insegna di video e smartphone

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Il mondo digitale è ormai entrato in pianta stabile nella quotidianità, invadendo la realtà, in qualche caso in maniera positiva, in altri in modo negativo. Una delle conseguenze principali della crescente digitalizzazione è la corsa al digital da parte dei grandi brand, che allocano budget sempre più elevati nell’advertising digitale. A guidare però la rivoluzione digitale nel prossimo futuro, saranno le creatività video visibili dai dispositivi mobili.

La motivazione è da ricercare essenzialmente nel repentino cambio di abitudini degli internauti, che hanno “curato” la loro dipendenza assoluta dal desktop consultando contenuti digitali anche dai dispositivi mobili. Per intuire la portata della migrazione verso il mobile, basta pensare che entro il 2017 in tutto il mondo 2,38 miliardi di utenti saranno muniti di smartphone. Questa previsione fa scaturire anche l’evidenza dell’importanza del pubblico mobile e dell’advertising ad esso collegato.

La matrice della rivoluzione è data dal miglioramento delle tecnologie, che hanno conseguentemente prodotto una diminuzione dei costi di produzione e di commercializzazione. Basti pensare che nel luglio del 2016 è stato proposto uno smartphone al costo di appena 3 dollari. All’evoluzione tecnologica è seguito anche un miglioramento sostanziale della copertura, anche nelle zone periferiche e rurali, e una diminuzione del costo d’accesso al servizio. Considerato il trend dei consumatori, anche i grandi brand si sono mossi in tal senso: se nel 2013 solo il 16% era destinato alla pubblicità digitale, nel 2017 l’advertising online convoglierà quasi il 60% dei budget, con un aumento sostanziale di oltre il 400%.

Il focus dell’anno, che è da poco cominciato, sarà quindi all’insegna dei dispositivi mobili, ma anche della pubblicità video, il cui boom è da far risalire ad una serie di concause che il team di Ve Interactive ha analizzato.

Più accessibilità, più caricamenti
L’evoluzione tecnologica ha provocato in primis una maggiore accessibilità del formato. Non è più necessario rivolgersi a cameraman, registi e montatori per girare un video. È possibile infatti girare filmati amatoriali anche con gli smartphone e i tanti programmi a disposizione sugli store danno la possibilità a tutti di modificare, tagliare e personalizzare le proprie creatività. A fronte di un’accessibilità fortemente semplificata, cresce quindi anche l’upload di video, come testimoniano i dati di Youtube, dove nel 2016 sono state caricate 300 ore di video al minuto, con dati destinati a salire nel 2017. Vista poi la crescita esponenziale della disponibilità di materiale video, si spalancano le strade ai formati pubblicitari che “accompagnano” la visione, come pre, mid e post-roll.

L’advertising video a portata di tasca
Nel recente passato, gli inserzionisti preferivano non utilizzare i formati video a causa dei prezzi decisamente più elevati rispetto a quelli degli annunci display. Non essendoci offerte premium, spesso la domanda superava l’offerta. Nel corso dei mesi, però, la disponibilità di formati e di video è aumentata e questa curva continuerà a salire anche nel 2017. A confermarlo sono le statistiche di Teads, che esaminando 530 manager mondiali, ha evidenziato il fatto che il 70% di essi prevede l’aumento del budget destinato al video advertising nei prossimi due anni. Questo drastico calo dei prezzi, dovuto all’aumento delle “scorte” a disposizione, consentirà anche alle imprese medio-piccole di sfruttare le potenzialità del video advertising, anche a fronte di investimenti non considerevoli.

Video e ROI, un binomio vincente
Se la struttura della campagna di video advertising si è adeguata alle esigenze del brand di riferimento e incontra perciò le necessità degli internauti, può produrre un potenziale ROI di gran lunga superiore a qualsiasi altro formato advertising. È ancora Youtube ad evidenziare le differenze: nel 2016 il gigante del settore video ha stimato che, a parità di budget, i formati di video digitali producono un ritorno sull’investimento più alto del 50% rispetto a quanto avviene mediante gli spot televisivi.

Altra variante da non sottovalutare è l’interesse del pubblico, spesso “bombardato” da pubblicità in televisione, mentre i formati digitali possono essere skippati e raggiungono utenti generalmente in target con il prodotto commercializzato. Il confronto è schiacciante anche paragonato gli altri formati di annunci digitali: i video riescono ad ottenere un click through più alto del 2%, dato che presuppone un interesse maggiore da parte dell’utente. Per tutti questi motivi vantaggiosi, che accostano video e dispositivi mobili, è possibile stabilire con una certa sicurezza che il 2017 sarà l’anno del video advertising per device mobili.

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Posted by Enrico Gorgoglione

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