Perché le Push Notification rappresentano la tendenza di remarketing da tenere sotto osservazione

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Il remarketing è diventato un elemento indispensabile nelle strategie di marketing B2C, applicato dai brand che si rivolgono direttamente ai consumatori grazie alla capacità di coinvolgere nuovamente i visitatori e quindi aumentare il numero di conversioni. Ciò nonostante, all’alba del GDPR, gli esperti di marketing si sono trovati ad essere incerti sul futuro del remarketing, chiedendosi se si sarebbe ancora dimostrata una strategia così efficace, soprattutto alla luce del fatto che le e-mail rappresentano, senza dubbio, il canale più popolare. A distanza di qualche mese, si può dire che il remarketing delle e-mail è sopravvissuto al cambiamento del regolamento sulla protezione dei dati personali e che, aggiungendo canali alternativi a questo mix, si possono raggiungere risultati ancora maggiori?

In breve, la risposta più semplice è che né il remarketing inteso come strategia, né il remarketing delle e-mail inteso come canale sono fuori gioco. Di fatto, mentre il GDPR ha, effettivamente, cambiato lo scenario per entrambi, al contempo ha apportato svariate nuove opportunità e alternative creative che i brand possono tentare di utilizzare per migliorare le loro performance attuali. Immergiamoci quindi tra le tendenze di remarketing da tenere sotto osservazione per il resto del 2018.

Lo stato del marketing via e-mail dopo il GDPR

Opzioni di opt-in, filtri antispam e bassi livelli di coinvolgimento hanno danneggiato la reputazione delle e-mail. E non si può negare che molti brand hanno subito una riduzione significativa dei loro database e-mail dopo l'entrata in vigore del GDPR: eMarketer suggerisce che il 60% dei consumatori non ricorrerà all’opt-in. La domanda da porsi però riguarda quanti di questi abbonati perduti avessero in realtà mostrato segni di interesse e coinvolgimento, o in quanti avessero mai acquistato prodotti prima di scomparire? Probabilmente, molto poche.

Anche se i brand hanno adesso meno persone con cui condividere le promozioni, e anche se le regolamentazioni sono sicuramente più stringenti di prima, ciò non significa che è giunta la fine delle e-mail. Di fatto, ciò presenta un’opportunità più unica che rara di coinvolgere soltanto i consumatori più preziosi, leali e intenzionati ad acquistare. Dall'arrivo di GDPR il 25 maggio, nonostante la diminuzione del numero di email inviate, Ve ha visto che i tassi di apertura sono effettivamente migliorati e i tassi di invio-conversione sono rimasti invariati, evidenziando che l'invio di un elevato volume di email non garantisce necessariamente tassi di conversione migliori. Questo dimostra che i brand dovrebbero ancora investire nelle e-mail, anche se dovrebbero risultare più mirate e personalizzate per allinearsi alle aspettative che ha la loro audience specifica.

Ma il remarketing non deve fermarsi al canale delle e-mail. Altri canali potrebbero aiutare a colmare il gap per i brand, che potrebbero quindi continuare a raggiungere la stessa portata di pubblico di prima. Per esempio, le Push Notification.

Cos’è il Push Remarketing?

Una Push Notification è un messaggio che viene inviato tramite dispositivo mobile o desktop. Gli utenti non hanno bisogno di essere su un browser o di utilizzare i loro dispositivi per riceverle e tali notifiche hanno diversi scopi, per esempio annunciare una promozione o ricordare al consumatore determinati prodotti. Le Push Notification Web sono una branca delle notifiche push designate specificatamente per il desktop. Si basano sul consenso, quindi sono conformi al GDPR, e non richiedono agli utenti di condividere dati sensibili come, ad esempio, i loro indirizzi e-mail. Ecco perché sono il metodo ideale per raggiungere un pubblico ampio. Richiedono ai visitatori del sito Web di accettare la ricezione delle notifiche che si può ottenere tramite messaggi convincenti e creativi.

Quando si dice che le Push Notification Web arrivano da sole significa che il consumatore riceve una notifica push Web sul proprio desktop, anche se non sta navigando su alcun sito in quel momento specifico, e addirittura anche se non ha un browser Web aperto. Mentre l’email remarketing richiede agli utenti di essere attivi, perché bisogna ricevere le e-mail e aprirle, le Push Notification Web servono da promemoria istantaneo, e aiutano i brand ad assicurarsi che siano al centro dei pensieri dei propri consumatori in ogni momento, e non solo quando è il cliente a decidere proattivamente di venirne coinvolto.

Infatti, come dimostrato da un recente sondaggio ai consumatori di Ve, 4 su 5 persone hanno deciso di non ricorrere all’opt-in via e-mail dopo il GDPR, mentre statistiche recenti mostrano che il 33% di persone, in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni, sceglie sempre l’opzione opt-in via Push Notification Web. Non ci stupiamo dunque che tale canale sia cresciuto così tanto in popolarità negli ultimi mesi, ed ecco perché la riteniamo una tendenza di remarketing da tenere sotto osservazione.

Coinvolgimento di canali trasversali

I consumatori odierni interagiscono con i brand attraverso punti di contatto sempre maggiori rispetto al passato. Dato che gli acquirenti omnichannel spendono, in media, il 10% in più online di quelli che interagiscono con un canale solo, i brand che si concentrano sull’ottimizzazione del loro funnel di conversione attraverso canali multipli hanno l’opportunità di ottenere ritorni economici misurabili su conversioni ed entrate. Inoltre, ogni consumatore è differente. Ogni individuo ha preferenze diverse riguardo i metodi per ricevere comunicazioni e quali messaggi ritengono coinvolgenti, e i brand dovrebbero tenerne conto.

Anche se abbiamo riconosciuto che l'email è ancora un canale di remarketing efficace, se usata in modo isolato, i brand potrebbero non riuscire a massimizzare la loro portata e perdere di vista il alcuni dei loro browser più importanti. I brand possono ottenere il massimo valore dal remarketing solo quando l'e-mail viene utilizzata in combinazione con altri canali.

Le Push Notification Web possono trasformare l’efficacia del remarketing grazie al potere reale del push che deriva da quanto risultano tempestive, rilevanti e precise tali notifiche. Poiché vengono inviate in tempo reale, hanno l’opportunità di catturare l’attenzione del consumatore proprio quando ce n’è bisogno. Non ci sono solo i push tra le tendenze da tenere sott’occhio, anche gli SMS alert (falsamente etichettati come canale marketing obsoleto) giocano un ruolo importante. Dato che le attività dei consumatori avvengono sempre più in ambito mobile, con oltre il 13% delle conversioni che iniziano e finiscono su cellulare, coinvolgere l’utente “mobile-first” sul dispositivo che predilige diventa importantissimo. Gli SMS alert aggiungono un ulteriore strato al remarketing, mirando ai consumatori in movimento con messaggi concisi e pensati appositamente per loro.

La coerenza è fondamentale

Indipendentemente dai canali di remarketing che il tuo brand utilizza, la parte più importante di qualsiasi strategia di remarketing è la coerenza. Non giova utilizzare canali multipli se poi i messaggi che vengono consegnati sono frammentati e disconnessi. Per riuscire a coinvolgere veramente i consumatori che visitano il tuo sito, e avere quindi la grandissima opportunità di invogliarli a proseguire con gli acquisti, bisogna trasmettere un’esperienza unica e collegata attraverso tutti i canali di remarketing.

Molto spesso, i diversi canali lavorano a compartimenti stagni, per mancanza di comunicazione tra i vari team che li gestiscono o per mancanza di integrazione con la tecnologia che li alimenta. I brand devono impegnarsi a sfruttare i dati dei consumatori affinché vengano consegnati i messaggi più giusti e rilevanti a ciascun cliente, ottimizzando la tecnologia per connettere i canali che consegnano tali messaggi e creando il giusto ambiente collaborativo di Team che inciti al lancio di ogni tattica.


I segnali finora analizzati suggeriscono che il remarketing delle e-mail è sopravvissuto all’ondata GDPR, con il valore dell’opt-in che indica un enorme potenziale che i brand hanno nell’inviare campagne e-mail efficaci ai loro consumatori più coinvolti. Ciò nonostante, i brand non possono permettersi di sottovalutare il valore aggiunto dell’espansione delle loro campagne di remarketing nell’includere altri canali, tramite vari dispositivi. Le Push Notification e gli SMS alert rappresentano solo due canali dall’alto potenziale che i brand potrebbero utilizzare per coinvolgere nuovamente i consumatori, aumentare le conversioni e incrementare i profitti online.

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Remarketing

Posted by Emily Atkinson

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