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Quando mandare l’email di Remarketing?

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Ci sono molte domande in merito a come gestire una campagna email di Remarketing sugli abbandoni del carrello, e le risposte determinano il successo o il fallimento dei tuoi sforzi. E probabilmente la domanda più importante riguarda le tempistiche degli invii automatici; in altre parole, “quanto tempo dovrei aspettare dopo l’abbandono dell'acquisto per mandare l’email di recupero del carrello?”

Questa è la tua guida per mandare le email sui carrelli abbandonati con un tempismo impeccabile.

Con l’email post abbandono del carrello, stai chiedendo al cliente di prendere una decisione – se dare seguito o meno al suo interesse iniziale e completare la transazione. Siccome però ogni cliente avrà il suo personale metodo decisionale, basato sulle sue preferenze, sulla fase del processo di acquisto, sulla complessità dell’offerta (per dirne alcuni), basarsi su una email per superare tutti questi ostacoli è la questione principale – non importa quanto ben fatta sia l’email.

Ecco perché noi di Ve Interactive consigliamo ai nostri clienti di utilizzare VeContact per mandare email in serie.

Troppo spesso queste campagne a cascata sono considerate erroneamente come dei mezzi per martellare il cliente fino alla resa, utilizzando messaggi di marketing ripetitivi, ma in realtà bisogna lavorare per un azione molto più orientata al cliente.

Il contenuto di ogni email in una campagna a cascata dovrebbe essere impostato per rispondere ai bisogni e alle motivazioni mutevoli dei clienti, man mano che procedono lungo il loro personale processo decisionale.

Quindi la domanda diventa non solo quando mandare email remarketing, ma cosa mandare? Basandoci sul comportamento comune dei consumatori, abbiamo redatto una lista di best practice per le campagne a cascata, in termini di tempistiche e contenuto per l’automatizzazione dell’invio.

  • Prima email: 45 minuti – 1 ora

shopping-cart-728408_1920Questa tipologia di clienti è ancora "calda", ed è molto probabile che torneranno a completare l’acquisto se ricevono il messaggio corretto. In media, i nostri clienti registrano il 17% di tasso di conversione della prima email inviata.

Questa email dovrebbe essere mandata con toni disponibili ed educati, con lo scopo non di spingere forzatamente l’utente a completare la transazione, ma più per mostrare all'utente che è stato riconosciuto il suo interesse e dimostrargli quanto lo valorizziamo.

In breve, si tratta di un messaggio di remind – tenere calda la lead mostrando un servizio clienti proattivo. Nel caso di teatri ed auditorium ad esempio, il messaggio potrebbe essere:

“Grazie per la tua visita! Abbiamo notato che devi ancora completare il tuo acquisto; siccome i biglietti vengono venduti velocemente, abbiamo salvato qui il tuo carrello per comodità”.

  • Seconda email: 23 ore

Simile alla prima, la seconda email dovrebbe sempre comunicare sicurezza e mostrare all’utente che è ancora tenuto in considerazione. Basa il linguaggio utilizzato in questa email sull’assunzione che l’utente si sia perso la prima, cosa che potrebbe davvero essere successa. Tuttavia, non rivolgerti all’utente con tono di scusa (es: Scusaci, siamo di nuovo noi…) in quanto indebolisce totalmente qualunque tono da customer service tu stia provando ad utilizzare. Dopotutto, se ti senti in dovere di scusarti, allora probabilmente non sei così utile come pensi.

A questo punto, abbiamo notato che è consigliabile offrire un lieve incentivo. Il concetto di offrire uno sconto o un bonus è un argomento delicato per qualsiasi business. Offri un incentivo troppo presto e potresti inutilmente intaccare il tuo margine, lascialo per troppo tardi e potresti perdere un potenziale cliente. Ecco dove puntare alle offerte in corso può fornire la giusta via di mezzo.

Leggi sotto per un esempio di seconda email ideale per qualunque retailer: “Abbiamo salvato il tuo carrello qui per te, e speriamo di rivederti presto! Un’altra cosa, sapevi che abbiamo la spedizione gratuita per ordini superiori a 60€? Clicca qui per completare l’acquisto”.

Le tempistiche sono cruciali e ogni azienda troverà il suo momento esatto attraverso una fase rigorosa di testing, ma secondo la nostra esperienza 23 ore sono l’ottimo intervallo di tempo dopo l’abbandono per mandare la seconda email – guadagnando un tasso di conversione piuttosto notevole del 18%.

  • Terza email: una settimana

Questa email deve provocare una reazione, ed è probabilmente l’ultima possibilità che hai per riportare sul sito questo utente, quindi dovrebbe evocare una sensazione di "scadenza" dell'offerta. Questo può essere fatto mantenendo un tono amichevole ed enfatizzando i limiti di tempo per le offerte o i servizi.

Prova un messaggio tipo: “Solo un attimo di attenzione – il tuo carrello salvato sta per scadere! Ma non preoccuparti, puoi recuperarlo proprio qui.”

Impostare una durata limitata per ogni offerta, e mandare un remind quando l’offerta sta per scadere, ti aiuterà a scuotere alcuni dei tuoi clienti più indecisi o quelli che sono soliti procrastinare, per portarli ad acquistare. Questa terza email probabilmente ha bisogno di più tatto possibile per funzionare, equilibrando il senso di urgenza con dei toni gentili, ma la ricompensa nel caso di successo di questa terza email a cascata sta nel tasso di conversione del 12% dopo un periodo di tempo così lungo.

Opportunità crescenti

Il comportamento di navigazione sta cambiando. Con più tempo speso online, grazie all’aumento dell’utilizzo del mobile, la fase di ricerca prodotti in ogni ciclo di acquisto è aumentata enormemente, e comunque le persone tendono ancora a preferire il desktop come dispositivo di acquisto online.

Sei sicuro di essere al primo posto nella mente del consumatore quando è pronto a comprare? Questo è importante nel momento in cui devi recuperare delle potenziali vendite abbandonate, e seguire questi consigli ti aiuterà a gestire al meglio le campagne email a cascata utilizzando le tempistiche più adatte allo scopo.

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Posted by Enrico Gorgoglione

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