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Disintermediazione nel mondo travel, il successo passa dalla user experience

Enrico Gorgoglione10-lug-2017 9.21.52

L’arrivo della stagione estiva e dei giorni più caldi coincide con il periodo più importante anche per il comparto hotellerie. Secondo lo studio Hotel & Chains in Italy 2017, realizzato da Horwath HTL in collaborazione con STR e Confindustria Alberghi, su territorio nazionale sono a disposizione 1,1 milioni di camere per un totale complessivo che supera le 33.000 strutture alberghiere. Questi numeri confermano l’Italia tra le prime nazioni in Europa, alla pari con Regno Unito e Germania, ma il confronto non regge per numero di strutture appartenenti alle catene alberghiere, visto che i dati si attestano ad un esiguo 4,2%. Hotel & Chains conferma la crescita della proposizione alberghiera nazionale, ma a fronte di questi segnali, aumenta anche la dipendenza dalle agenzie. Che si tratti di intermediari online o offline, i numeri diretti degli hotel non soddisfano ancora appieno. Da tempo si parla di disintermediazione: è questa l’arma in possesso delle strutture ricettive per puntare ad un guadagno migliore. I colossi del settore (OTA) come Booking, Expedia e TripAdvisor garantiscono infatti numeri importanti e aiutano hotel e resort a riempire le stanze, nonché ad ottenere recensioni da parte degli utenti, ma le percentuali di commissione tra il 15 e il 20% suggeriscono alle strutture di cercare strade alternative attraverso il proprio booking engine. L’arma in più delle OTA è l’investimento nella user experience, che si ripercuote positivamente nella fase di prenotazione con un marketing fortemente personalizzato, ed è questo che consente alle agenzie di ottenere il 74% delle prenotazioni indipendenti come confermato da Phocuswright.